Vita in campagna

Il tempo sembra essersi fermato. Mi sveglio di mattina con le prime luci del giorno e come gli spifferi di aria fresca che entrano da q...


Il tempo sembra essersi fermato. Mi sveglio di mattina con le prime luci del giorno e come gli spifferi di aria fresca che entrano da queste vecchie finestre, mi alzo frizzante. La campagna ha i suoi ritmi e guai a cambiarli. Mentre tutti ancora cercano il caldo del proprio giaciglio, indosso una vecchia vestaglia appartenuta alla nonna e vado in cucina. A farmi compagnia è Romeo che si struscia languidamente sulle mie gambe. Evidentemente la caccia di questa notte non è andata a buon fine perché reclama cibo e la sua scodella è vuota come il mio stomaco che comincia a brontolare. 

Sono fatta così, da che ho ricordi non posso far passare più di dieci minuti dalla mia sveglia senza far colazione che la mia pancia comincia a lamentarsi e non sono brontolii innocenti e delicati no no. A volerli paragonare a qualcosa assomigliano al ronfare di un prozio della mamma. Quando ci viene a trovare in campagna e pranza insieme a noi, dopo aver saziato l'animo e lo spirito, si accomoda nella "sua" poltrona sotto la finestra e in men che meno ha inizio un magico concerto. 

Il mio stomaco borbotta e mi ricorda che non devo perdermi in ciance, qui c'è una ricca colazione da preparare, ma prima c'è Romeo da sfamare altrimenti con il continuo miagolio sveglierà tutta la casa. Metto una fettina di pane in bocca e verso un po' di crocchette nella sua ciotola. Mi piace questa routine quotidiana. In questi momenti ci sono io, Romeo, gli scricchiolii della vecchia casa in cui viviamo d'estate e la campagna che si sta svegliando. Anzi, a dirla tutta il mio vicino di casa Roberto lo sento già armeggiare con il suo trattore che questa mattina sembra essersi messo d'accordo con il mio stomaco e continua a borbottare facendo borbottare ancora di più il povero Roberto che di meccanica non ci ha mai capito niente.

Appena si sveglierà Luigi gli chiederò di andargli a dare una mano. In due forse riusciranno a cavare un ragno dal buco e per la pace delle mie orecchie, far smettere questo rumore insolente. D'un tratto sento due piedini veloci che corrono verso di me e due manine che mi stringono le gambe. Mathilde si è svegliata e reclama subito il suo bacio del buongiorno. Con gli occhietti color del sonno e quel suo corpicino caldo la stritolo in un abbraccio e nascondo il mio naso nelle pieghe del suo collo. Odora di buono. Amore non crescere mai, promettilo. La metto a sedere sul tavolo e le chiedo se vuole aiutarmi a preparare la colazione per quei due dormiglioni di papà e Beatrice. 


Pane, marmellata, frutta fresca e la mia immancabile tisana sono in tavola. Manca solo il caffè, a minuti sarà pronto. Romeo, che si era messo a poltrire sulla sua sedia preferita scappa infastidito dopo che Mathilde gli ha regalato una delle sue delicate carezze. Quella bambina è tanto piccina, ma ha la forza di un gigante. Mentre formulo questi pensieri sento il tamburellare di passi per le scale: i due dormiglioni si sono finalmente svegliati. La piccola peste corre verso il suo papà ed io verso il caffè nelle tazze. Un bacio tra i capelli mi dice che mio marito è arrivato, mi volto e il suo sorriso mi dà il buongiorno. Buongiorno anche a te amore. Lo sarà ancora per poco però, c'è da andare ad aiutare Roberto che sta litigando con il suo vecchio trattore.

Ma lui è felice oggi. La campagna ti regala anche questo. C'è un imprevisto? Non ci sono problemi. Un piccolo disguido? Oh cosa vuoi che sia. Beatrice e Mathilde si giocano l'ultima fetta di pane, hanno le mani impiastricciate di marmellata e fra poco mi aiuteranno a impastare. Qui il pane sembra sparire alla velocità della luce. Oh suona il campanello, chi sarà a quest'ora? Non può che essere il nostro vicino. Si presenta con il cappello in testa e la fronte lucida della fatica di voler tenere un vecchio trattore malfunzionante. "Amore mi vesto e vado ad aiutarlo così oggi andiamo al fiume". E fiume sia. 

Indosso ancora la vestaglia, le bimbe sono in piedi sulle loro rispettive sedie e stiamo impastando. Per la verità solo Beatrice e Mathilde stanno impastando, io mi sono fermata. Sto cercando di fermare questo momento, di memorizzare questo attimo, prezioso tra una decina di anni. Le sento ridere e chiacchierare ma non le vedo e non le ascolto veramente. Ho scattato, ho immortalato questo preciso istante. Su Sarah datti una mossa altrimenti anche il fiume oggi salterà. E se saltasse anche oggi c'è qualche problema? Assolutamente no, qui i problemi non esistono.

Oggi ho voluto regalarvi questa storia nata di getto dal frutto della mia fantasia. Sì Sarah sono io, Gigi è Gigi, Beatrice è Beatrice e Mathilde è Mathilde con le manine sempre appiccicose di marmellata. Anche la campagna è sempre la mia amata campagna e queste foto mi hanno ispirato questa storia. Buon martedì amici. 

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4 commenti

  1. Bellissimo racconto, rasserenante, rassicurante, poetico, e intriso di amore per la tua famiglia e la vita in generale.
    Grazie di avercene fatti partecipi
    Ah! e hai ragione, anche io vivo in campagna......ed e' un'altra vita......

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    1. Grazie a te per avermelo scritto. :)
      P.S. Viva la campagna.

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  2. Complimenti sembra veramente uscito da un libro😍

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    1. Che carina, grazie Monica! Mi è piaciuto molto scriverlo. :)

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