Italiane all'estero: Elena Zauli

Buon venerdì amici e bentornati all'ottavo appuntamento con la rubrica italiane all'estero . In queste settimane, attraverso que...


Buon venerdì amici e bentornati all'ottavo appuntamento con la rubrica italiane all'estero. In queste settimane, attraverso questa che ho voluto far diventare una rubrica, ho conosciuto tante persone. Tante persone di estrazioni differenti che però hanno avuto una cosa in comune: essere scappati dall'Italia. Ho scritto scappati perché questo verbo racchiude in sé il giusto significato. Scappare: allontanarsi in fretta, fuggire. Fuoriuscire che è quello che hanno fatto le sette donne finora intervistate, otto con Elena Zauli di Yummy Mom, blogger, mamma di due splendidi maschietti, e moglie. Lavora nel campo della psicologia e della comunicazione e a Ibiza, dove vive, organizza eventi. 

Le piace il mare, le lunghe dormite e la grande bellezza delle piccole cose. Elena racconta: "Vivere a Ibiza è un'esperienza particolare: i colori della natura ti esplodono in faccia; il cielo; le nuvole; gli alberi e il mare secondo me brillano di una luce speciale. A volte mi sembra di essere in un posto magico. Io ero una che amava fortemente il cemento e si sentiva rassicurata dal traffico e della vita frenetica. Qui a Ibiza ho rivisto il concetto di qualità della vita e per questo le sono grata". Sul suo blog scrive di famiglia, di viaggi, di Ibiza naturalmente, di lavoro e di come conciliare tutto questo con dei figli. Mettetevi comodi a leggere la sua intervista. 

In quale città del Pianeta hai deciso di trasferirti e per quale motivo hai scelto proprio quel posto?
Abbiamo scelto Ibiza dopo diversi sopralluoghi e riflessioni. Ci è piaciuta perché è un posto internazionale, infatti a differenza di altri luoghi non ti senti lo straniero proprio perché sono tutti stranieri. C'è un bel clima, è vicina all'Italia sia geograficamente che culturalmente e ovviamente per le possibilità di lavoro. Nonostante la crisi, Ibiza è un'isola in crescita dal punto di vista economico. 

Sei partita assieme a tuo marito o lui è partito prima di te?
Lui è partito prima, esattamente il giorno in cui ho scoperto di essere incinta! Io l'ho raggiunto dopo la nascita del mio secondo figlio. La cosa più strana è che a Ibiza all'inizio non ci volevo nemmeno venire e i primi mesi ero disperata perché pensavo di aver lasciato l'amore della mia vita: Milano e tutte le sue opportunità. La verità è che ogni posto offre qualcosa. Quando la mia testa ha fatto questo click ho iniziato ad apprezzare quello che quest'isola offre. 

Come ti sei preparata psicologicamente al trasferimento?
A dire il vero non mi sono preparata psicologicamente (a parte gli scatoloni del trasloco), perché in quel momento la mia mente era più impegnata sul versante mamma.


Cosa vorresti dire a chi pensa di trasferirsi sull'isola?
Molte persone vengono a Ibiza pensando di trovare l'America, o meglio ancora, il paese dei balocchi. Non voglio fare la ramanzina su quanto ogni cosa nella vita preveda sacrificio, impegno e fatica perché quello dovrebbero avervelo detto più volte i vostri genitori e quindi presumo che lo sappiate. Ma un trasferimento a Ibiza è complicato. Noi abbiamo fatto perlustrazioni per anni prima di traslocare e aprire un'attività. Qui a Ibiza, su dieci attività aperte a maggio, cinque non arrivano a settembre. Le altre cinque ci arrivano, ma solo una riapre l'anno successivo. Sembra un mercato facile ma non lo è. Molti vengono a lavorare a Ibiza pensando di fare la bella vita, poi si rendono conto che devono spaccarsi la schiena e che avere un posto dove si lavora poco e si guadagna tanto non esiste. Inoltre se non si ha un permesso per l'attività che state volgendo, non solo vi faranno una multa, ma vi faranno anche chiudere il giorno stesso e potrebbero anche fare in modo che voi, altre attività sull'isola non ne possiate più svolgere per diversi anni. Non si scherza qua. Lavorare a Ibiza significa avere a che fare con persone di tutto il mondo e di tutti i tipi quindi è molto probabile incontrare, oltre a persone meravigliose, individui che cercheranno di tirarvi qualche bidone. Spesso si pensa che fuori dall'Italia i problemi svaniscano ma non è proprio così. Ibiza o la ami o scappi. Non ci sono mezze misure. Ogni posto ha i suoi pro e i suoi contro, non credo esista la patria perfetta. 

Da diversi anni vivi in Spagna, ci descriveresti Ibiza attraverso i tuoi occhi?
Ibiza non è democratica. O la ami e ci ritorni o non la vuoi più vedere. Io con quest'isola, su cui aleggiano diversi miti e leggende, ho un rapporto conflittuale. Passo periodi di grande amore, a periodi di forte insofferenza in cui vorrei essere altrove. Fuori stagione secondo me si può solo amare. Da metà ottobre inizia la stagione invernale, la vera vita isolana. Vivere a Ibiza in inverno significa inventarsi le giornate che con due figli non è molto difficile. Se vivi in una grande città sei bombardato da inviti/eventi/cose che non riesci mai a fare. A Ibiza devi cercare, scoprire e crearti le giornate. È un procedimento inverso che sovverte lo stile di vita. E forse è anche più sano e creativo o forse solo differente. Scoprendo quest'isola ho imparato ad amarla. Ibiza ha i suoi centri: caldi, abitati e vivi. Ha dei negozietti unici e dei ristoranti sperduti con viste mozzafiato. Per essere davvero apprezzata va scoperta nella sua essenza.

Com'è vivere a Ibiza?
È una domanda che mi viene spesso posta e a volte non so cosa rispondere. Nell'immaginario collettivo, Ibiza è un posto di vacanza e al di là delle attività che si svolgono in villeggiatura le persone pensano non ci sia nulla da fare. In realtà qua c'è tutto e banalmente, sotto tanti aspetti è un posto come un altro. Certo se paragonata a Milano e ai suoi mille eventi, Ibiza risulta un po' desolata e noiosa (soprattutto durante l'inverno), ma nella bella stagione, trasmette una bellissima energia. A Ibiza la natura è prorompente e anche se non tu non vuoi, lei entra a far parte della tua vita. Fuori stagione, in prossimità dell'estate, secondo me la si può solo amare.

Tu però ti dividi tra due città: Ibiza e Milano. 
Dicono che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano. Io dico che anche la vita ti fa fare dei giri strani. Dopo dieci anni di amore con Milano e uno passato tra New York e il Messico - un po' per amore un po' per lavoro - attualmente vivo tra l'Italia e Ibiza dove divido la mia casa e il mio cuore con tre maschi. Ogni volta però che torno a Milano mi chiedo come si faccia a vivere in questa città. Sempre. Per carità Milano è bellissima, è affascinante, è viva ed è l'unica città d'Italia che ancora permette, ma non sempre mantiene. Milano è faticosa. Lo smog che si respira è incredibile. Ogni volta che scendo dall'aereo e respiro a pieni polmoni mi viene un blocco respiratorio. Dopo mezza giornata sento la pelle del viso che tira. Hai voglia a darti il siero per il viso e la protezione totale. A Milano bisognerebbe girare con la maschera di Stars Wars per proteggere la pelle! Per niente incontro gente che vive in perenne rincorsa di non si capisce cosa, in perenne esaurimento, piena di lavori, progetti e cose da fare, ma sempre senza un soldo. E allora se uno deve vivere con l'acqua alla gola mi chiedo, perché?


E quando torni a Ibiza d'inverno ti rigeneri.
Vivere qui in inverno è come essere in una bolla fuori dal mondo, ed in parte lo sei davvero visto che per tornare in Italia devi fare almeno uno scalo aereo. Ibiza in inverno è catartica. Il vuoto unito alla natura ti mette in contatto con te stessa, come se fossi in un lungo ritiro spirituale. L'inverno a Ibiza è terapeutico, sia positivo che in negativo: se hai dei demoni interiori questi verranno a trovarti, magari è la volta che riesci a farci amicizia. Vivere sull'isola in quel periodo è come viaggiare stando ferma. Conosci persone provenienti da tutto il mondo. Alcune vivono qui altre sono in continuo transito. Tutte hanno storie originali, bizzarre e fuori dal comune.

Qual è stato il momento più bello che hai vissuto in Spagna?
Il mio matrimonio sulla spiaggia. Ma è stato anche abbastanza stressante perché fino a pochi minuti prima della cerimonia ha piovuto.

E lavorativamente parlando  qual è stato il lavoro più gratificante?
Un video che ho girato a Ibiza per una casa di cosmetici italiana. Spero ce ne saranno altri.

Ci racconti la tua esperienza lavorativa a Ibiza?
Inizialmente ho lavorato con il blog quindi ho lavorato con l'Italia, ora sto iniziando una nuova avventura negli eventi. Diciamo che sull'isola ci sono tante persone che si improvvisano nel lavoro quindi se sai essere puntuale e professionale, sicuramente puoi lavorare molto perché Ibiza nella sua meravigliosa stravaganza manca a volte di professionalità.

Che tipo di rapporto hanno gli spagnoli con il lavoro?
Ibiza è un territorio un po' particolare perché ci sono tanti stranieri che lavorano ed è abbastanza difficile definire il rapporto degli spagnoli con il lavoro. Diciamo che molti sono aperti agli stranieri che vengono sull'isola per lavorare, ma altri si sentono quasi invasi e non sono molto ospitali. Per fortuna questi ultimi sono una netta minoranza. Il lavoro qui è prettamente stagionale e turistico: si lavora come dei pazzi tutta l'estate e a ritmo sostenuto buona parte della primavera e dell'autunno. D'inverno i più fortunati (o quelli che hanno guadagnato di più) vanno in vacanza.

Burocraticamente parlando la Spagna l'hai trovata molto diversa dall'Italia?
Non tantissimo, un po' più semplice dell'Italia e tasse più basse. Ci sono regole da rispettare e se non le rispetti vieni subito multato. Ho visto tanti locali chiudere perché non avevano i permessi e pensavano di poter fare un po' come volevano. Su questo sono molto rigidi. 

Pensi che un lavoro creativo sia concepito alla stessa maniera in Spagna che in Italia?
Ibiza è il luogo dove ho visto le persone più bizzarre e creative di questo mondo: artisti, musicisti, scrittori, hippy... Qui la gente ha proprio un modo creativo di vivere.

Se ti chiedessi di descrivere con tre parole positive e tre parole negative la tua vita a Ibiza quali sceglieresti?
A volte mi sento un po' come Alice nel Paese delle meraviglie. A volte è assurdo, a volte divertente. A volte è un po' alienante. 

Photo by Elena Zauli

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