Italiane all'estero: Federica Baricolo

Buongiorno a tutti, oggi è venerdì e come ogni venerdì che si rispetti torna l'attesa rubrica italiane all'estero . Quello di o...


Buongiorno a tutti, oggi è venerdì e come ogni venerdì che si rispetti torna l'attesa rubrica italiane all'estero. Quello di oggi è un post che mi sta molto a cuore perché la ragazza intervistata vive in un posto speciale che amo, l'Inghilterra. Fin da quando cominciai ad acquistare  le prime riviste d'arredamento straniere, lo stile inglese è quello che mi colpì fin da subito, tant'è che fino a poco tempo fa (prima dell'innamoramento dello stile nordico), casa mia aveva molte influenze inglesi e a prescindere dai cambiamenti avvenuti in questi ultimi mesi, penso che sia uno stile semplice ma di classe. Uno dei più belli in assoluto. 

Federica Baricolo autrice del blog Country Kitty ha una casa da perderci la testa. Ricordo che circa otto o nove anni fa (è stato uno dei primissimi blog che cominciai a seguire), mi perdevo in fantasticherie guardando le foto della ristrutturazione della sua casa. Vedere quegli ambienti era come un sogno ad occhi aperti. Oggi Federica è diventata mamma di una splendida bambina, Adele, ma continua a coltivare la sua grande passione: il cucito. Ecco lo devo ammettere, io e il cucito andiamo d'accordo come il giorno e la notte, il bianco e il nero, la vita e la morte. Vedere la perfezione dei suoi punti, la maestria con cui crea borse, peluche, beauty, bambole, pochette e chi più ne ha ne metta, mi fa veramente capire quanto sia negata per questa attività. 

Federica si definisce timida (difatti trovare qualche sua foto sul blog è un'impresa da James Bond), curiosa, meteoropatica (sei in ottima compagnia Fede!), pigra, vegetariana, creativa, sognatrice, precisa e testarda. Io ho amato dal primo momento il suo blog e la spontaneità con cui scrive e con cui racconta la sua vita. Attraverso gli scatti della sua Inghilterra riesce a trasmettere il suo amore per la natura, per la campagna e per la vita all'aria aperta. Se anche voi come me siete amanti di questo Paese, se siete curiosi di entrare nel suo mondo fatto di ago e filo, se vi piace lo stile inglese, se le rose inglesi di David Austin vi fanno sognare (dovete assolutamente vedere la sua collezione), allora non dovete perdervi il suo blog. Ecco la sua intervista. 

Federica in quale città del Pianeta hai deciso di trasferirti e per quale motivo hai scelto proprio quel posto?
Inizialmente, più di undici anni fa, dall'Italia ci siamo spostati in un villaggio del Surrey, a sud di Londra, in Inghilterra. Da lì poi qualche anno fa ci siamo spostati in una cittadina del Wiltshire, sempre in Inghilterra. Il motivo, sia del primo trasferimento che del secondo, sono state le interessanti offerte di lavoro ricevute da mio marito che ci hanno spinto, assieme a un forte amore per la Gran Bretagna e alla voglia di fare un paio di anni di esperienza all'estero, a spostarci qui. Un paio di anni si sono poi trasformati in undici, quasi dodici anni, che è un po' quello che spesso accade a tanti quando ci si sposta all'estero. 

Come ti sei preparata psicologicamente al trasferimento? 
Mio marito si è spostato sei mesi prima di me e ha affrontato da solo (anche se aiutato in parte  dall'azienda che lo ha assunto), tutta la difficilissima fase iniziale di adattamento. Io, pur essendo stata sempre molto attratta da tutto ciò che è british e dall'idea di vivere in un luogo che ho sempre amato, devo dire che non ero assolutamente convinta ed è stato lui alla fine a "convincere" entrambi e a decidere di provare a fare questa esperienza e a trascinarmi con il suo entusiasmo. Personalmente mi sono preparata ripassando e rinfrescando un po' di inglese grazie ad una ragazza madrelingua che mi ha offerto il servizio di conversazione un paio di volte alla settimana. 


Ci racconti i tuoi primi giorni in Inghilterra?
Sono passati così tanti anni che sinceramente i ricordi sono molto sfuocati, ma ricordo che rimasi subito affascinata da quanto tutto qui fosse più a misura d'uomo. Le casette mi sembravano quelle delle bambole, il verde era onnipresente, i pascoli praticamente dietro l'angolo e il profumo di legno bagnato mi davano l'idea di essere in montagna. E poi i sentierini da fare a piedi in mezzo ai boschi per raggiungere la farmacia o il supermercato, tutto era nuovo e diverso, era come vivere in un mondo parallelo, quasi un mondo delle fiabe.

Qual è stato il momento più bello che hai vissuto nel Regno Unito?
Non può che essere la nascita della nostra bambina Adele, un anno e mezzo fa! Fortunatamenteo ho avuto una gravidanza e un parto davvero sereni e senza alcun problema (beh a parte le urla di dolore chiaramente!), e posso annoverare anche questa esperienza unica tra quelle vissute all'estero, completamente lontana da famiglia e da ogni tipo di aiuto e supporto. A livello quotidiano invece devo dire che i momenti più belli che ho vissuto e continuo a vivere qui sono i tantissimi weekend in cui ci immergiamo nella natura ed effettuiamo percorsi e passeggiate nelle zone che ci circondano. Abbiamo infatti la fortuna di godere di campagna, villaggi e luoghi assolutamente meravigliosi a due passi da casa. Zaino in spalla (e marsupio per la piccola), libro con i percorsi, panini e via (meteo permettendo) a esplorare i luoghi incantevoli che sembravo usciti da libri di favole: boschi, pascoli e colline, incontrando spesso lepri, cervi, volpi, scoiattoli e fagiani. Queste sono le parti più belle ed emozionanti del vivere qui per noi.

E lavorativamente parlando qual è stato il lavoro più gratificante e speciale?
Penso sia stato il rendere il mio hobby un lavoro vero e proprio. In Italia tutto era solo un hobby serale nato per gioco dal mio blog e da qualche richiesta di alcune lettrici. A quei tempi mai avrei pensato che un giorno questa sarebbe stata la mia occupazione. Poi mi sono trasferita qui e piano piano le richieste sono aumentate sempre di più e allora mi sono informata su come funziona tutto e ho ufficializzato il mio lavoro e aperto il mio negozietto su Etsy. Ordinare scatoloni pieni di materiale per le spedizioni, i biglietti da visita, far fare le etichette da cucire sui miei articoli, compilare i grafici dei miei ordini… tutto questo mi ha reso felice perché mi fa sentire quanto questo ora sia il mio piccolo ma reale lavoro.

Pensi che un lavoro creativo sia concepito alla stessa maniera in Inghilterra che in Italia?
No, credo che qui ci siano alcune differenze. Innanzitutto per la mia personale esperienza ho notato che qui il lavoro creativo è chiaramente e semplicemente regolato a livello fiscale e questo fa sì che moltissimi creativi scelgano di rendere il loro hobby un lavoro, a tempo pieno o non, e che questo tipo di attività sia considerata una vera occupazione e non un "gioco". La partita IVA non è obbligatoria, se non dopo una soglia di entrate (veramente molto alta) e le tasse vanno pagate in modo proporzionale alle entrate. Non ci sono costi fissi estremamente proibitivi come i contributi pensionistici che ci sono in Italia (o meglio ci sono ma sono una cifra davvero irrisoria). Naturalmente tutto questo si riflette sul sistema pensionistico che è molto diverso dall'Italia e che non prevede una pensione proporzionale al reddito ma una pensione unica e minima, molto bassa ed impensabile per poter vivere, uguale per chiunque, indipendente da posizione e reddito. Se si desidera una pensione più alta è necessario crearne una privata che è quello che infatti fa la maggior parte delle persone. Quindi come sempre ci sono risvolti positivi e negativi. I positivi sono che se si decide di aprire un'attività creativa (o da libero professionista), la burocrazia è semplice e accessibile a livello economico. I risvolti negativi sono chiaramente che bisogna responsabilizzarsi per quanto riguarda il futuro lontano in quanto la pensione statale non basta in genere per vivere.


Burocraticamente parlando quali differenze hai travato tra il nostro Paese e l'Inghilterra?
È abbastanza diversa, per lo meno pre-brexit perché purtroppo adesso le cose cambieranno parecchio per chi non è cittadino inglese e già gli effetti stanno iniziando a farsi sentire. Pre il resto quasi tutto è in genere più semplice e scorrevole qui. La maggior parte delle cose si possono sbrigare per telefono, email o per posta. Non esiste il concetto di marca da bollo o di lunghe file agli sportelli o di venire rimbalzati da ufficio a ufficio. Anche aprire e chiudere un'attività è in linea di massima abbastanza veloce e lineare. 

Che tipo di rapporto hanno gli inglesi della tua cittadina con il lavoro?
Non mi è semplice rispondere perché lavorando come libera professionista non ho molto a che fare con il modo del lavoro inteso in modo classico. Da quello che sento da marito e amici direi che nella mia testa mi sono fatta l'idea che qui il rapporto con il lavoro sia un po' più flessibile e "rilassato" rispetto all'Italia. Siccome la burocrazia è più scorrevole, le aziende licenziano ahimè facilmente ma assumono in genere anche abbastanza facilmente. Noto soprattutto, nel mondo delle mamme, un enorme differenza rispetto alle mie amiche in Italia. Qui in UK quasi tutte le mamme che conosco hanno: o lasciato il lavoro alla nascita del loro bimbo con l'intenzione di riprenderlo qualche anno più tardi (cosa che poi effettivamente avviene senza grossi problemi) oppure hanno chiesto (e ottenuto facilmente) il part time. Nella mia cerchia di amicizie conosco praticamente solo una mamma che ha deciso di continuare a lavorare a tempo pieno. Mentre in Italia direi che tra le mie amiche è l'opposto: nessuna ha lasciato il lavoro e pochissime sono riuscite a ottenere il part time (comunque ottenuto a gran fatica).

Come descriveresti la tua esperienza lavorativa nel Regno Unito?
Sicuramente in modo molto positivo. A livello pratico ho apprezzato la semplicità a livello fiscale e burocratico che rende più agevole lavorare nel modo in cui ho scelto e potuto fare io. Un part time decisamente flessibile che ben si adatta alle diverse fasi della mia vita e che mi ha permesso di dedicare molto tempo ed energia al lavoro buttandomi a capofitto nel mio negozietto gli scorsi anni mentre ora, che ho una bimba piccola, mi permette invece di dedicarle tutto il tempo possibile avendo diminuito, per il momento in modo significativo, le ore di lavoro. Il commercio online qui è molto sviluppato, sicuro, efficiente e veloce.

Photo by Federica Baricolo

Se ti chiedessi di descrivere con tre parole positive e tre parole negative ( se ce ne sono ovviamente) la tua vita in Inghilterra, quali sceglieresti?
Appagante, serena e semplice. Semplicità intesa sia come stile di vita sia nel senso che tutto è più semplice: dall'andare in posta all'acquistare qualcosa online (sapendo la riceverò a breve e che non ci saranno problemi con le poste). Quelle negative sono: isolata, non integrata, eternamente temporanea. So che mi hai chiesto solo tre parole ma ci tengo a sottolineare quelle negative perché dal resto dell'intervista può sembrare che qui sia tutto rose e fiori. Di certo in parte lo è, altrimenti nonostante tutto non saremmo ancora qui dopo tanti anni, ma la verità è che pur dipendendo moltissimo da carattere, sensibilità e adattabilità individuali, vivere all'estero, è davvero complesso (soprattutto in un Paese nordico che ha molte differenze culturali e abitudini rispetto all'Italia). Rapportarsi è faticoso, ci si sente diversi, anzi si è diversi e per lo meno nel nostro caso, nemmeno dopo undici anni ci si sente davvero integrati, anzi. Lo scontro culturale è spesso fortissimo, sia al lavoro sia nella vita di tutti i giorni. La solitudine e la lontananza dei propri cari poi fa il resto e più si invecchia (sia noi che i nostri cari), più questa lontananza pesa enormemente, soprattutto ora che c'è una bambina di mezzo e non si fa altro che pensare in continuazione a quale sia il futuro più giusto per noi tutti. Sul piatto della bilancia ci sono tantissimi fattori che pesano: la vicinanza/lontananza della famiglia, le opportunità, la sicurezza economica, le prospettive per il futuro di nostra figlia, la solitudine, gli amici, la stabilità lavorativa, la qualità di vita, l'appagamento lavorativo e mille altre cose. Se mi chiedessi se tornando indietro farei di nuovo la scelta di partire la risposta sarebbe che davvero non lo so! Da una parte per assurdo vorrei non fossimo mai partiti, perché così non avremmo mai conosciuto e sperimentato la vita che possiamo avere qui e quindi forse ci "accontenteremmo" molto più serenamente di quella che era la nostra normalità e i limiti di una vita in Italia. Dall'altra parte penso che indipendentemente da tutto, un'esperienza all'estero, per quanto breve o lunga possa essere, arricchisca enormemente a livello personale e quindi forse se non fossimo mai partiti non saremmo quelli che siamo ora. 

Questi sono ottimi spunti su cui riflettere, un grazie enorme Federica per averci fatto entrare così a fondo nella tua vita, nei tuoi pensieri. Grazie anche per aver illustrato quella burocrazia che si "nasconde" a noi che abitiamo lontano e che non potremmo mai conoscere veramente se non fosse che un amico o un parente vivi in quel luogo. È vero, non ci sono solo i bei villaggi con le case e i giardini che sembrano dipinti, ci sono tantissimi altri aspetti che bisogna tenere conto se davvero si vuole pensare ad un trasferimento. Tu per ora però lasciami ancora un po' sognare, brexit o non brexit, l'Inghilterra rimane uno dei posti che preferisco al mondo. Buon fine settimana a tutti! 

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14 commenti

  1. Adoro Federica, insieme al tuo Blog penso sia stato uno dei primi che ho iniziato a seguire! È una persona squisita. Anche se viva a tantissimi km di distanza sembra che sia la ragazza della porta accanto. Adoro lei, il suo stile, le sue foto e la sua semplicità!

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    1. Hai ragione, con "la ragazza della porta accanto" l'hai descritta pienamente. È troppo carina! :)

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  2. Adoro da sempre Federica e insieme al tuo blog è uno di quelli che mi ha appassionata dall'inizio, molto tempo fa. Mi sta piacendo moltissimo questa rubrica piena di riflessioni e spunti e comprensione per chi spesso valuta se lasciare o meno l'Italia. Grazie a te Sarah e a tutte le ragazze che ci stai facendo conoscere. Grazie davvero

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    1. Sono felice di questa rubrica, mi ci sto appassionando anch'io! Ihih ;)

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  3. Ah che bella serie di articoli. Quanti spunti! Esulando da shabby&co i pensieri che mi sorgono vertono sul mostro burocrazia italiana, non riesco a capacitarmi, sia per questioni di lavoro che per tutti i minuti aspetti del vivere, di come gli innumerevoli inghippi che bisogna affrontare per fare qualunque cosa strozzi tutta la voglia di fare. Leggere e conoscere persone che vivono all'estero mi fa venire una voglia matta di andarmente dall'Italia. Ma a chi giova tale livello di macchinosità della burocrazia? È solo per creare posti di lavoro ai passacarte? E quindi voti? Mi sale una rabbia ma una rabbia perchè so di abitare nel paese potenzialmente più bello del mondo, da nord a sud, e che l'ignavia e l'indolenza e la poca lungimiranza sta sotterrando sotto meglio non dire cosa...
    Ai miei figli, 8 e quasi 10 anni sto continuamente dicendo di puntare all'estero...
    Che comunque c'è sempre tempo per tornare, no Federica?
    Un abbraccio Susanita72

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    1. I nostri figli hanno quasi la stessa età. La mia piccola quest'anno ne farà 9 e la grande 12. E le domande che ci poniamo sono le stesse ma soprattutto una: quale sarà il futuro dei nostri figli?

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  4. Una meraviglia!!! Ho dato una veloce occhiata al blog di Federica, che "spolperò" con calma e dico che abita in una favola. Certo la realtà della vita non sarà tutta rose e fiori ma il solo fatto di poter passeggiare nella campagna inglese, che è fantastica, e avere una casetta tutta sua, cosa che le invidio moltissimo (io abito in condominio...bleah!!) dovrebbe essere altamente rilassante...ciao ciao!!!

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    1. Ricordati di andare a vedere nei suoi post la sua bellissima casetta stile inglese, ti farà innamorare!

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  5. Meraviglioso blog quello di Federica, l'ho adorato dalla prima pagina (si chiama così?) come ho adorato anni fa Shabby Chic Interiors appena l'ho scoperto. Entrambe fantastiche!!
    Complimenti!!!!
    Nadia

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  6. Federica è una ragazza straordinaria, io e mio marito abbiamo avuto la fortuna di essere anche stati suoi ospiti. Vedere i Cotswolds con i suoi occhi è stato un vero privilegio..! Annalisa

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    1. Ma davvero? Oh quanto ti invidio per aver viaggiato in quei luoghi. Prima o poi dovrò organizzarlo anch'io un viaggetto da quelle parti!

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  7. Il suo blog è tra i primi che ho seguito,come il tuo del resto,è mi è rimasto nel cuore!
    Bellissimo e obbiettivo il suo racconto!
    Mi piace!
    Un abbraccio

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    1. È stato un racconto reale di vita vera e questo ha arricchito l'articolo. Del resto Federica è un vero portento!

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