Il restauro di un mobile

Nello scorso post vi ho raccontato la storia di una ragazza la quale aveva una gran voglia di ...


Nello scorso post vi ho raccontato la storia di una ragazza la quale aveva una gran voglia di cambiare, o meglio dire modificare, lo stile della sua casa. In quanti di voi hanno capito fin da subito che quella ragazza ero io e in quanti invece lo hanno capito solamente alla fine? Ve l'ho fatta, ammettetelo! ;) Oggi voglio farvi vedere in che condizioni era il "famoso" mobile svedese recuperato dalla cantina dei miei nonni. Pensate, se ne stava solo soletto sotto una coperta tutta impolverata, in cantina. Erano un sacco di anni che nessuno se ne prendeva cura. Aspettava solo me per tornare a risplendere! 

Dovete sapere che un giorno dell'estate appena passata, mia mamma comincia a parlarmi di un mobile svedese appartenuto ai suoi genitori fin da quando lei era in fasce. Me ne parlava perché anche lei, malata come me, aveva voglia di cambiare qualcosa in casa. Ci sono volute un paio di settimane prima che riuscisse a portarlo a Genova dall'Emilia ma appena l'ho visto in casa sua ho esclamato: "Anch'io lo voglio!" e mia mamma mi ha risposto: "Se vuoi puoi prendere suo fratello, è solo un po' più lungo". Non lo avesse mai detto, la storia la conoscete già giusto?

Questo sideboard lungo più di due metri assieme a un armadietto/spogliatoio in metallo a due posti, ha viaggiato sul tetto della mia macchina da Castelnovo né Monti (passando per il Passo del Cerreto!) fino a Genova. Avete presente quelle macchine che si vedono ogni tanto in autostrada, di solito con targa marocchina, cariche all'inverosimile? Beh, noi quel giorno li abbiamo battuti alla grande! Ricordo ancora quando appena arrivati nella piazza del paese in cui abitiamo, sono corsa a chiamare qualche ragazzo volenteroso che ci potesse aiutare a scaricare la macchina. Questo mobile pesa "un quintale"!

Appena entrato in casa, lo abbiamo sistemato in quella che credevo una posizione temporanea ma che successivamente, Valentina (il mio architetto privato) ha trasformato in posizione definitiva. Se fate caso alla prima foto qui sotto, potete notare nell'angolo a destra, la libreria ancora presente. Sappiate che ora quella libreria che avevamo realizzato io e Gigi non c'è più. Il suo legno lo abbiamo utilizzato per finire di costruire i 21 cassetti dell'altro famoso mobile e lo stiamo usando tuttora per dei nuovi porta cd. Comunque poco sotto a quella foto,  ne ho postata un'altra del salotto prima della rivoluzione estiva.


Ma torniamo al mobile svedese. Era ridotto davvero maluccio. Aveva parecchi graffi ma la cosa che mi preoccupava di più, era l'angolo di un'anta: praticamente da rifare. Mio nonno lo aveva sistemato tanti anni fa come meglio poteva ma il suo intervento era totalmente da riprendere, anzi per un momento ho avuto paura di non essere in grado di sistemarlo, fortuna che in casa era appena arrivato un "attrezzino" che mi ha salvato la vita. Vi spiego brevemente come sono riuscita a restaurare il mobile.

Passaggio 1 e 2. L'angolo rovinato come si presentava. L'impiallacciatura ormai rovinata e irrimediabilmente persa. Il truciolare interno ormai gonfio dall'umidità e non più recuperabile.

Passaggio 3 e 4. Ho cominciato a staccare l'impiallacciatura originale e aiutandomi con il nuovo Bosch PMF 250 ces, ho ritagliato un rettangolo. L'attrezzino di cui vi ho accennato prima, è veramente magico. Diciamo che per chi come me ha la passione per il fai da te, non può perderselo. Si tratta di un utensile multifunzionale: ci si può tagliare legno e metallo (e tanti altri materiali ovviamente), levigare, lucidare, fresare raschiare, insomma è una vera rivoluzione nel campo dell'hobbistica, una bella bacchetta magica (così come l'ho chiamato io, sì perché i miei attrezzi hanno tutti un nome: c'è Bruno il martello e Arturo il seghetto alternativo).

Passaggio 5 e 6. Con un cacciavite e un martello mi sono aiutata nel togliere la parte di truciolare rovinata e irrecuperabile. Ho piantato tre chiodini che sono serviti da scheletro per lo stucco che sono andata a mettere in seguito. Ho utilizzato del legno plastico color noce e con questo ho ricostruito  l'angolo andando a riempire tutta la parte di truciolare mancante.


Passaggio 7 e 8. Mentre lo stucco asciugava, con matita e righello alla mano ho preso uno dei ripiani interni del mobile e ho ritagliato con la "bacchetta magica" un riquadro tale e quale all'angolo da sistemare. Perché ho utilizzato un ripiano interno? Perché solo così potevo avere un pezzettino di impiallacciatura identica a quella che ho dovuta eliminare. 

Passaggio 9 e 10. Alcune fasi del taglio. Io la "bacchetta magica" siamo molto amiche! ;)

Passaggio 11 e 12. Attaccato (o meglio dire incollato) al riquadro dell'impiallacciatura che ho ritagliato c'era del vecchio truciolare che non veniva via neanche se pregavi in turco. Ho montato sulla "bacchetta magica" un altro attrezzino per carteggiare e grazie a quello ho potuto ottenere un foglio impiallacciato spesso solo un paio di millimetri.

Passaggio 13 e 14. Una volta che lo stucco è asciugato, ho dovuto carteggiarlo e pianeggiarlo in due piccoli punti e successivamente con un poco di Vinavil ho incollato il nuovo riquadro appena ritagliato nell'angolo dell'anta. Una volta asciugata la colla vinilica diventa trasparente, si può quindi carteggiare l'eccedenza. 

Siccome non avevo voglia di mettermi a dare mani e mani di gommalacca, ho deciso, consigliata dal mio amico Filippo, di dare una mano di cera noce per uniformare il colore del mobile e "cancellare" qualche riga e quei segni che il tempo e l'usura hanno lasciato. L'angolo è venuto abbastanza bene, certo, se il lavoro lo avesse fatto Filippo sono sicura che sarebbe stato perfetto ma non posso lamentarmi. I primi giorni dopo il lavoro quell'angolino risultava ben visibile perché l'impiallacciatura del ripiano interno da cui ho ritagliato il pezzettino era un poco più chiara rispetto al colore del mobile (non essendo mai stato alla luce), ma oggi è perfettamente mimetizzato, sono proprio soddisfatta. Felice io! :)

Photo by Shabby Chic Interiors. Don't copy or use without permission.

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4 commenti

  1. Che lavorone.... e comunque ne valeva la pena, è meraviglioso

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  2. Gran bel lavoro!!! Interessante quell'aggeggio della Bosch....mi fai venire voglia di comprarlo!! Ciao

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  3. Complimenti davvero. Sei Bravissima!
    Leggo spesso ma non commento mai; pero' oggi era doveroso.

    Ciao,
    Vincenzo

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  4. Sei bravissima Sarah, complimenti per il risultato. Devo ammettere però che com'era prima non mi dispiaceva affatto, forse perché amo troppo l'impronta francese...

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