Riflettendo...

Mi sembra così stupido in questi giorni scrivere sul blog, postare su facebook un pensiero futi...



Mi sembra così stupido in questi giorni scrivere sul blog, postare su facebook un pensiero futile o lamentarmi perché devo cambiare macchina. La testa di ognuno di noi reagisce ed elabora in maniera differente, io mi rifugio subito nel silenzio, poi elaboro: dallo shock passo all'incredulità, dall'incredulità al terrore, dal terrore…beh non so ancora bene quale emozione provi in questo momento, sicuramente più di una e non tutte negative perché una luce di speranza la riesco a vedere, la voglio vedere. Ho sempre pensato che per distruggere il male ci voglia il bene e per contrastare l'ignoranza servi la cultura. Oggi lo penso più che mai.

In questi giorni mi è venuto spontaneo parlare alle mie figlie dei fatti accaduti a Parigi e non è stato facile raccontare degli abomini da poco accaduti tralasciando una nota di speranza nei loro cuori, nei cuori di Beatrice e Mathilde. Non voglio scalfire la loro fragile fanciullezza, ma nello stesso tempo, ho trovato giusto discorrere insieme di questi tragici eventi non tralasciando però l'importanza della parola pace. Due giorni fa ho letto una bellissima lettera che una cara amica, Cristiana Calilli di 100% mamma, ha scritto alle sue figlie. Mi sono ritrovata nei suoi pensieri e li condivido pienamente. Ecco le sue parole:

Casa del mutilato - Genova

"Sofia, Cecilia, ho tentato di spiegarvi cosa sia successo il 13 novembre 2015 a Parigi. L'ho fatto balbettando, rimandando indietro le lacrime e cercando con cura le parole da usare. La verità è che quello che è successo non me lo so spiegare io per prima. Ho qualche idea vaga di cause, vicine e remote, ma che non mi servono per dare un senso neanche lontano all'orrore… Vorrei potervi dire che va tutto bene, che il mondo è la vostra patria, che quel percorso che papà ed io abbiamo scelto per voi sarà il vostro jolly nella vita ma invece non è così. Il mondo è il posto meno sicuro che io conosca, è un luogo in cui puoi morire per la guerra di qualcun altro con la sola colpa di essere in quel momento nel luogo sbagliato.

"Vorrei potervi dire che è stato un episodio isolato, che non accadrà più. E invece no di Parigi ce ne saranno altre 1000, sempre più numerose, sempre più vicine, sempre più spaventose. Ciò che oggi posso iniziare a fare è crescere voi due, mia missione in questo mondo, come due donne che non si fanno guidare dalla paura in ogni loro azione, pensiero, parola… Ciò che ho fatto finora, e che da oggi proseguirò con ogni mezzo, è che voi cresciate pensando che la libertà sia il valore a cui per niente al mondo rinuncerete. La libertà di diventare persone migliori di coloro che vi hanno preceduto.

"Amore, bellezza, libertà. Se devo pensare alle armi che abbiamo in mano per combattere l'orrore mi vengono in mente questi tre capisaldi. Spargete amore intorno a voi. Circondatevi della bellezza della cultura… Non accettate che la paura o la bruttura limitino la vostra libertà, ribellatevi e alzate la testa per dire la vostra. Non abbiate paura di vivere. Non smettete mai di vivere e di ridere. Amate e amatevi. Io non ho altre ricette, non so nulla di nulla ma sono sicura che violenza inneschi violenza in un'escalation che diventa impossibile da fermare. Nel mondo come in una classe. Partiamo insieme da qui".

Se volete leggere la lettera per intero cliccate qui.


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5 commenti

  1. Ogni volta che passo davanti alla Casa del mutilato leggo sempre quella frase e tutte le volte è un pugno allo stomaco. E da venerdì sera il colpo è ancora più forte.

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    1. Secondo me non c'è al mondo frase più vera.

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    2. Inserisco qui il mio commento perchè vedo che anche Ilaria è di Genova. Voglio raccontare ad entrambe la storia (breve) della mia famiglia. Mio nonno era un grande invalido della Guerra 15-18: é stato ferito ad una gamba da una pallottola dum-dum (quelle che esplodono) durante un'azione per la conquista del monte Coston....questo palazzo lo conosco bene perchè da bambina accompagnavo mia nonna che si recava qui per prendere la pensione.....il figlio, mio padre, classe 1920, è stato spedito in Russia durante la II Guerra e si è fatto la ritirata dal Don a piedi (se vi è capitato, magari a scuola, di leggere i libri di Bedeschi o di Mario Rigoni Stern sapete di cosa parlo)Lui non era alpino ma ha passato le stesse disgrazie...tornato lui dalla Russia mio zio, il fratello, è stato preso nella famosa retata del 16 Giugno 1944 che ha visto la deportazione di 1448 operai genovesi dalle fabbriche dell'Ansaldo, Cantieri Navali, S. Giorgio e SIAC di Cornigliano. Sono stati portati a Mauthausen e avviati al lavoro coatto nelle fabbriche tedesche che erano prive di manodopera perché gli uomini erano tutti in guerra. E' stato accusato di sabotaggio e picchiato a morte, contraendo una TBC da trauma che lo ha segnato per la vita e portato a morte prematura all'età di 40 anni. Con queste premesse potete capire come la parola PACE abbia per me un significato particolare....

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