Ogni tanto...

Come forse qualcuno di voi saprà, non sono sposata ed è forse per questo che ogni tanto mi ritr...


Come forse qualcuno di voi saprà, non sono sposata ed è forse per questo che ogni tanto mi ritrovo a sognare ad occhi aperti il giorno in cui lo farò. Ebbene sì il mio animo romantico "ogni tanto" salta fuori e penso al momento in cui anch'io potrei dire sì lo voglio. Sono più di undici anni che Gigi ed io stiamo assieme e il nostro contratto, se così lo si può chiamare, lo abbiamo stretto tra noi due soli quando abbiamo deciso di fare una famiglia. Mi ricordo quel giorno. Era inverno ed eravamo andati a Verezzi, un piccolo borgo storico sopra alla più famosa cittadina di Borgio Verezzi. Era una giornata splendida e c'era un tramonto da far paura. Con noi, uno scodinzolante Buster a tenerci compagnia. In quel luogo, seduti su di un muretto con un incredibile vista panoramica sul mare ci siamo scambiati le nostre promesse

Lui mi recitò una bellissima poesia di Pablo Neruda ed io…beh potete immaginare la scena: allora ero una fresca ventitreenne e facile alla lacrima. Quel giorno ha segnato un passo importante nella mia vita ed è forse per questo che non reputo fondamentale diventare marito e moglie, perché in fondo per me lo siamo già da undici anni ormai. È anche vero però che "ogni tanto" mi piace sognare il giorno in cui mi sposerò. Non c'è solo una persona che vorrebbe vedermi sposata (Gigi!) ma ce ne sono altre due: Beatrice e Mathilde. Loro vedono nel matrimonio l'incoronazione di una favola e non riescono ancora a capire che per me e il loro papà la favola è cominciata nello stesso momento in cui ci siamo conosciuti. 

Se dovessi scegliere adesso il mio matrimonio sarebbe in stile bohemian. Lo celebrerei con una grande festa su di un prato ricoperto di candele e coperte colorate. Raggiungerei il mio compagno a piedi nudi e le bimbe, vestite di bianco sarebbero le nostre damigelle. Oddio ho gli occhi a cuoricino in questo momento e non mi riconosco. Sarebbe sicuramente inusuale vedermi avanzare verso lo sposo con un lungo vestito bianco e le braccia tutte tatuate! Connubio senz'altro stravagante, ma questa sono io un po' dolce e romantica, un po' rock e fricchettona. Mi piace pensarmi  non di un solo colore ma di tante sfumature

Fino a non molto tempo fa mi sono sempre immaginata mentre indosso un abito morbido ma assolutamente non di colore bianco. A prescindere dal fatto che abbiamo già due figlie e che siamo peccatori da parecchio tempo, il bianco era un colore che non lo vedevo indicato per me. Vedevo, tempo imperfetto. Quando ieri ho trovato queste foto mi sono subito innamorata di questi vestiti e della designer che li disegna: Brit Castanos. Sarà perché ultimamente sono affascinata da tutto ciò che possiede un animo bohemian, questi abiti da sposa sono a dir poco meravigliosi: semplici e femminili al tempo stesso, in una parola perfetti per me. 

Il brand californiano Daughter of Simone, prende il nome da Simone de Beauvoir, giovane ribelle nata a Parigi agli inizi del 1900. Viene ricordata per il suo impegno nei movimenti di trasformazione sociale e per le sue idee femministe ed è considerata la madre del movimento femminista. La designer Brit Castanos racconta che le piace pensare alle "sue" spose in questo solo modo: uniche e coraggiose, ovvero senza la paura di sfidare alcuni status quo per realizzare invece la vita che vogliono. Insomma donne coraggiose proprio come Simone. Chissà se la prossima estate sarà quella "giusta" per me? ;)



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2 commenti

  1. Ciao Sara,

    Mi permetto di darti del tu perche ho l'impressione di conocerti da sempre, ti seguo da anni, mi piace leggere les tue posts, le foto sono sempre stupende e lo spirito shabby e ovunque, ho apperto anchio qualque mese fa un blog dove parlo di stile shabby, di mobili, si hai due minuto passi a dare un occhiata. Un abbracio forte !

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  2. Caspita, sono meravigliosi...una semplicità da sogno...anch'io amo le linee pulite e non sopporto gli abiti da sposa che ti fanno confondere con la bomboniera... Se poi mi fossi sposata col cappello da cow-boy avrei fatto impazzire di gioia il marito matto per gli USA, ma avrei...terrorizzato tutto il parentado, per non parlare della faccia che avrebbe fatto il prete! Che già ha fatto buon viso con l'abito bianco... ;-) Quindi ho dovuto rimanere più sul tradizionale come abito e acconciatura. Ma sempre semplice, quello sì. Pulito ed essenziale, ma elegante. E, soprattutto, quasi senza coda. No, questo non tanto per una questione di stile: per evitare un inopportuno...volo sull'altare! Essendo appena un tantino maldestra...ps Mi raccomando, quando ti sposerai...per esperienza diretta...tieniti delle ciabatte o infradito di riserva, per salvare i piedi dalla rovina! ;-) Con tanti auguri che il fatidico giorno arrivi presto, Emma.

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