La mia terra

Forse non tutti sanno che la mia terra è l'Emilia Romagna. Sono nata e cresciuta in un "...


Forse non tutti sanno che la mia terra è l'Emilia Romagna. Sono nata e cresciuta in un "piccolo" paese dell'Appennino Tosco-Emiliano, chiamato Castelnovo nè Monti. La mia infanzia è stata spensierata e gioiosa, scandita dalle stagioni e dal passare del tempo. I freddi inverni pieni di neve, le passeggiate nei boschi e le lunghe estati a correre nei campi e a mangiare le amarene sull'albero. Mi sento fortunata, anzi fortunatissima ad essere cresciuta a contatto con la natura, in questa verde terra che regala profumi e sapori squisiti. L'essere buongustaio fa parte del DNA di ogni emiliano che si rispetti. La solarità, l'allegria, la spontaneità sono tutte nostre qualità.

Purtroppo nei giorni scorsi la mia terra, ha cominciato a tremare e molta gente ha perso la macchina, la casa...la vita. La mia intenzione di oggi non è quella di fare un post moralista, un post strappa lacrime o da notizia. Oggi voglio solamente rimarcare che regione straordinaria sia l'Emilia Romagna. Sono stufa di certi giornalisti che vogliono creare notizia facendo terrore. Basta immortalare l'orrore e la disperazione dipinta sui volti di chi ha perso un familiare, un amico, un vicino di casa. L'Emiliano è forte ed è pronto a rimboccarsi le maniche per cercare di rimettere in piedi il proprio paese, facciamo vedere questo.


Non molto tempo fa, esattamente il 4 Novembre scorso, la città in cui abito adesso, è stata colpita da una tremenda alluvione. Quel giorno le bambine erano a scuola e noi a lavorare come ogni santo giorno. Verso metà mattinata ha cominciato a piovere. Piovere, Pioveva sempre più forte. Pensate che in 4 ore è scesa tanta acqua come ne cade in un anno. Appena ci siamo resi conto della gravità della situazione, abbiamo cercato immediatamente di metterci in contatto con la scuola ma i telefoni non funzionavano bene e non sempre era facile parlare con qualcuno che ti desse delle notizie precise. Tramite una mamma di un compagno di classe di Beatrice, son venuta a sapere che la sua scuola era stata evacuata. La paranoia e l'ansia che ho vissuto in quelle ore passate sotto l'alluvione sono marchiate a fuoco sotto la mia pelle. Sono momenti che non dimenticherò mai e proprio da questa esperienza, voglio essere vicina a quelle persone.

Qui a Genova, nei giorni successivi all'alluvione tutti si sono dati da fare per cercare di ricostruire una città invasa dal fango. Ne avrete sentito sicuramente parlare degli "Angeli del fango": ragazzi giovanissimi che armati di pala e stivali hanno aiutato la città a rimettersi in piedi. Vorrei che ognuno di noi, si potesse trasformare in angelo per poter dare una mano agli abitanti di Finale Emilia, di Modena e di tutte le zone colpite dal sisma. Sarà una sciocchezza per noi, inviare un sms al 45500 donando 2 euro. E' il minimo che possiamo fare. Detto questo, non voglio ricordare il mio paese per le tragedie che sta vivendo in questi giorni. L'Emilia è una terra baciata dal sole e piena di vita ed io è proprio così che la voglio pensare. 



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16 commenti

  1. sono d'accordo!Sto ammirando la forza che stan dimostrando gli Emiliani dal più giovane al più anziano,nonostante la tragedia incredibile ho notato la forza di ricominciare e addirittura ho visto chi ha saputo rispondere con un sorriso..c'è tanto di bello in questa nostra Italia, in mezzo a tante cose negative, c'è questa gente straordinaria!

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  2. Sai, anche io avevo pensato di reagire al terremoto con un'iniziativa simile al tuo post di oggi: una presentazione della nostra bella terra, delle sue ricchezze e del carattere della sua gente, per mostrare il lato positivo che rimane al di là del cataclisma.
    La mia idea era di dedicare un post a ogni città emiliana, con consigli di viaggio per chi voglia visitarla. Nel caso riesca a realizzarlo ti farò sapere: magari ti farà piacere tornare con la memoria alle zone in cui sei cresciuta :)

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  3. Si vorrebbe fare mille cose in questo momento ... ma chi come me vive a Bologna ci sentiamo paralizzati... paralizzati per la paura (molti fanno terrorismo dovrebbero starsene zitti)..

    Siamo scioccati davanti a tutto questo la ns terra i paesi distrutti sono veramente belli e pieni di storie.... Speriamo solo finisca cosi ci dà la possibilità di ricostruire è solo questo che blocca il popolo.

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  4. Cara Sarah,grazie!Come sai sono modenese,vivo in campagna fra Modena e Carpi,quindi ci siamo già capite...Quando parli del panico,di non poter contattare i tuoi figli,della corsa ancestrale alla sopravvivenza che prende allo stomaco ...é proprio un marchio a fuoco!!!Quà non si scherza e non si gioca, dormiamo da giorni in giardino e appena i piedi tremano gli occhi si incrociano e passano tutti i sorrisi,ma non ci fermiamo!!!se ci tocca stare in tenda e allora campeggio sia,tavolate lunghissime fino tarda notte, e un "a vag a tor al salam e al lambrosc",girate fra i campi, qualche canzone che metta allegria,che non ci faccia pensare al peggio,ma solo a quando andrà meglio;
    e di giorno?si riaprono le serrande, gli uffici si accampano in giardino...e si va avanti... e se qualcuno a detto,"non piangetevi addosso",forse non conosce bene la nostra terra!
    Ti abbraccio e ringrazio ancora,per il rispetto di una terra che non è solo un cumulo di mattoni!
    Marika

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  5. non potevi celebrare la tua terra, quella meravigliosa regione di persone bellissime, in un modo migliore sarah.
    e ora non ci resta che (oltre a mandare l'sms ovviamente) sperare che questo incubo finisca il prima possibile in modo che questa gente meravigliosa possa davvero rialzarsi e ripartire.
    Un bacione
    fede

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  6. Ti lascio solo un bacio.
    Io a 'sto giro non riesco a uscirne.

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  7. Foto meravigliose, splendida terra che saprà reagire sicuramente con forza!

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  8. Ciao Sarah anche le mie origini sono emiliane proprio vicino a Castelnuovo più precisamente a Vallisnera e proprio come te ho vissuto il terrore dell'alluvione perchè vivo a Spezia.
    Sono vicina a tutte le persone che ora stanno soffrendo e hanno tanta paura!!
    Ciao

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  9. Grazie per questo post profondo e vero, non sono emiliana, non ho parenti là, non ho visto quasi nulla di quelle zone ma non è importante.
    Siamo tutti cittadini del mondo e ognuno cerca di fare quello che può, dopo il tuo post ho inviato sms alla protezione civile, un nulla rispetto al necessario...ma grazie al tuo post l ho fatto e ti ringrazio per avermi ricordato che qualcosa potevo fare anch io.

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  10. Bellissimo. C'e' bisogno di ottimismo, e tanto. Brava.

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  11. Finalmente qualcuno che ne parla come si dovrebbe!
    ...se vedo un altro telegiornale incentrato sul terrore, sul dolore e sulla paura scoppio!
    Non mortifichiamo il nostro paese ma valorizziamolo, anche nelle difficoltà!

    Lara

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  12. Sarah, mi permetto di lasciare qui un articoli di Massimo Gramellini apparso.sulla Stampa ieri. Credo che descrive come nessun altro lo spirito e la forza degli emiliani. Forza Emilia! Siamo tutti con voi!
    La vita, nonostante
    Ci stanno impartendo una lezione di vita. Non solo di sopravvivenza. Di vita. Questi sfollati che si spaventano ma non vogliono dare soddisfazione alla paura. Che piangono senza piangersi addosso. E che ricominciano a vivere, nonostante. Nonostante sia un cumulo di macerie, il supermercato di Mirandola funziona ancora: a cielo aperto. Hanno portato per strada le merci, i carrelli e naturalmente la cassa. Bisogna pur nutrirsi, coprirsi, curarsi. I verbi primordiali del vivere continuano a essere declinati al presente e al futuro, nonostante. Amare, per esempio. Alice e Davide hanno confermato le nozze, nonostante la chiesa abbia perso un po' di mattoni e il ricevimento sia stato dirottato fra le tende. Per la luna di miele si vedrà. Intanto c'è il miele, appena arrivato con il latte e i biscotti da Reggio Emilia sopra un Tir. E c'è la luna, che splende in un cielo di promesse e trema molto meno della terra. La gastronomia di Medolla sforna gnocchi fritti, nonostante. Nonostante la gastronomia sia diventata una cucina da campo in mezzo alla piazza del municipio. Potrebbe accontentarsi di fare panini e invece preferisce esagerare. E la merciaia? Ha pianto tanto e dormito in automobile con il marito più anziano di lei. Ma ieri ha riaperto bottega perché le donne del terremoto sono scappate di casa senza ricambi e si mettono in coda sotto il sole per fare incetta di mutande e reggiseno, nonostante. La regina del marketing è la fruttivendola biologica che alle ciliegie sopravvissute alla scossa impone il cartello «duroni della rinascita», trasformandole nel frutto della riscossa. Intorno a lei scene di gentilezza e onestà che altrove sarebbero straordinarie, ma non qui, nonostante. Un cliente vuole un chilo di mele però non può pagarle perché il bancomat ha esaurito i soldi. La fruttivendola: «Le prenda lo stesso, pagherà domani». E lui: «Ci mancherebbe, vado a cercare un altro bancomat». Poi ci sono i bambini che giocano, nonostante. E le loro mamme che cercano di trasformare il terremoto in uno spettacolo d'arte varia. Al piccolo che dopo una scossa di assestamento frignava, la mamma ha spiegato: «Adesso ti insegno un nuovo gioco. Il gioco del salterello». Il bimbo ha smesso di piangere. «Che gioco è?» «Funziona così: io canto una filastrocca e ogni volta che mi fermo, tu salti». La mamma si fermava ogni volta che c'era una scossa. Così le scosse sono diventate una parte del gioco e il bambino si è riempito talmente di gioia che non ha trovato più posto per la paura. E ha continuato a saltare, nonostante.

    Massimo Gramellini

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  13. Io sono piacevolmente meravigliata dalle reazioni di grande compostezza.. siete da esempio per tutti

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  14. Sono d'accordo con tutto, basta cercare il servizio strappalacrime e la tragedia, che si inizi a dare degli esempi positivi e ci si rimbocchi tutti le maniche! I miei genitori sono di Udine e mi raccontano ancora del terremoto del '76 e di come fu gestita l'emergenza allora, con compostezza e voglia di darsi da fare e di tornare a guardare il futuro in modo positivo. L'unica cosa, secondo me piuttosto che donare soldi tramite SMS che non si sa dove vanno a finire, meglio donare qualcosa di concreto a gruppi di volontari, credo che in questo momento siano più richiesti che il denaro - pannolini, sacchi a pelo, tende ecc..
    Un saluto, Luigi

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  15. grazie cara,noi siamo proprio così..cinzia anche io ho la casa vicina a porretta terme sull appennino..sono emiliana e ne vado fiera bolognese e modenese ciao cinzia

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